CHI SONO GLI UFE U (utenti) F (familiari) E (esperti)

Si tratta di utenti e familiari che, per loro storia personale, hanno acquisito un sapere esperienziale che li rende particolarmente abili nei contesti di salute mentale e che li mette in condizione di fornire, in modo strutturato e continuativo, alcune prestazioni in diverse aree di attività del Servizio.

Essi inoltre hanno recuperato un ruolo attivo nei percorsi riabilitativi propri (utenti) e dei loro familiari (familiari) attraverso consapevolezze acquisite grazie a percorsi personali e/o di gruppo quali l’esperienza del gruppo di Auto Mutuo Aiuto gestito da Ver.Bene e la partecipazione al gruppo Multifamiliare.

 

PROGETTO

“SPORTELLO ACCOGLIENZA FAMIGLIE UTENTI PSICHIATRICI”

da parte dei volontari di Ver.Bene, promotrice dell’iniziativa

PREMESSA

Il sapere esperienziale dei familiari e degli utenti unendosi al sapere professionale degli operatori porta ad una crescita del sapere di entrambi e alla nascita di un nuovo modus operandi.

NASCITA DELL’IDEA DEL PROGETTO

L’idea di creare un tavolo di lavoro tra associazione di familiari ed utenti ed operatori della salute mentale è stato il frutto della partecipazione dei volontari di Ver.Bene ai lavori di gruppo svoltisi all’interno degli STATI GENERALI della SALUTE MENTALE E delle PATOLOGIE da DIPENDENZA in particolare del gruppo “Associazioni dei Familiari e Care Giver, Volontariato, Partecipazione, Sussidiarietà” che vedeva presenti gli operatori sanitari dott.sse Patrizia Monti, Amelia Salvati e Monica Baron.
La referente dott.ssa Monica Baron, nella relazione in seduta plenaria conclusiva della manifestazione, riferiva l’accordo per un primo incontro operativo stabilito per il mese di gennaio 2016 per la pianificazione del tavolo denominato DESK im-POSSIBLE: il nome scelto sta a significare l’entusiasmo per una nuova avventura insieme alla consapevolezza delle difficoltà di un percorso da creare.

IL PROGETTO :

Principi Fondamentali

  1. Credere che tutti posseggono un sapere: per molti il sapere deriva dall’esperienza acquisita convivendo con il disturbo psichico, per altri dall’esperienza maturata nel campo professionale. La valorizzazione del sapere di tutti aiuta l’incremento del sapere stesso
  2. Credere nel valore della responsabilità personale. Per tutti, anche per la persona che vive le più grandi difficoltà, investire in responsabilità significa investire in salute e benessere.
  3. Credere che il cambiamento sia sempre possibile. La sofferenza psichica è un evento della vita che si può affrontare e superare.
  4. Credere che ognuno abbia delle risorse e non solo dei problemi: ciascuno dentro di sé troverà le proprie

OBIETTIVO:

Costituire uno “SPORTELLO” sperimentale di accoglienza per familiari di Utenti all’interno del CSM pilota di Ceccano, gestito dai Volontari della Associazione Ver.Bene.

FINALITA’ DELLO SPORTELLO DI ACCOGLIENZA

  • Accoglienza attraverso la disponibilità dei familiari UFE ad ascoltare “empaticamente” e “solidarmente” l’esperienza che altri familiari di utenti in cura presso il CSM stanno vivendo in quel momento;
  • Sostegno ad altri familiari attraverso l’utilizzo consapevole del proprio sapere esperienziale;
  • Promozione della partecipazione responsabile dei familiari alla malattia mentale dei loro congiunti creando un’alleanza terapeutica con gli operatori sanitari;
  • Sollecitazione a pratiche di partecipazione e cittadinanza attiva attraverso le esperienze associative.

VOLONTARI CHE GESTISCONO LO SPORTELLO PILOTA: Utenti e Familiari Esperti

Incontri DI FORMAZIONE

Parte integrante del progetto e frutto di decisione concordata nel tavolo, è risultata essere la formazione dei volontari..
Gli operatori attivi per tutto il percorso di formazione sono stati le dott.sse Monica Baron, Patrizia Monti ed Amelia Salvati.

I volontari di Ver.Bene hanno partecipato agli incontri all’interno del Servizio CSM di Ceccano designato come PILOTA del progetto, con la duplice finalità di acquisire formazione e informazioni precise rispetto alla tipologia, caratteristiche, procedure, ruolo, compiti del Servizio in cui si inseriranno; inoltre ciò ha reso possibile una conoscenza personale tra Volontari e Operatori creando una buona conoscenza degli ambiti operativi di ciascuno ed un buon clima relazionale, presupposto necessario per favorire una adeguata collaborazione sul campo.
Gli incontri di formazione hanno avuto una cadenza quindicinale.

MODALITA’ ATTUATIVE

I volontari che opereranno nello sportello saranno:

  • familiari ed utenti della salute mentale formati,
  • familiari ed utenti che attueranno la formazione tramite un congruo periodo di affiancamento.

Si intende operare per tre mesi con turni settimanali di n°6 ore complessive in cui gli UFE saranno presenti in coppia con una eventuale terza unità in affiancamento.
All’organizzazione pratica e alla referenza del lavoro del gruppo sarà delegato dal direttivo il socio Mario Catania.

VERIFICHE IN ITINERE DELL’ATTIVITÀ DELLO SPORTELLO

Al termine di ogni turno, i volontari coinvolti procederanno alla registrazione, in una sorta di diario di bordo, dei dati qualitativi emersi (caratteristiche, qualità, modalità, criticità e tipo di intervento, gradimento e/o suggerimenti da parte dell’utenza, ecc.);
raccoglieranno inoltre, attraverso la compilazione di una snella modulistica, i dati generali dell’utenza che si rivolgerà al servizio dello sportello (sesso, età, relazione di parentela ed eventualmente il nome – volontariamente e con liberatoria – per permettere ulteriori contatti con l’associazione).
I diari di bordo e l’analisi dei moduli saranno il punto di partenza per il dibattito previsto, in seduta congiunta, al termine di ciascun ciclo di turni: il confronto che ne scaturirà servirà alla costruzione ed al consolidamento di strategie condivise ed efficaci e ad un rafforzamento più rapido delle competenze maturate sul campo.

SUPERVISIONE

Per una gestione il più possibile equilibrata, serena ed adeguata delle tensioni e dei carichi emotivi a cui saranno sottoposti i volontari dello sportello, una particolare attenzione va posta alla possibilità di rielaborazione dei propri vissuti in modo da poter controllare la propria ansia e mantenere una adeguata distanza emotiva e criticità rispetto ai contenuti presentati dall’Altro.

A tal fine saranno predisposti, al termine di ciascun ciclo di turni, incontri di “supervisione” con le dottoresse Monica Baron e Patrizia Monti.

UTENTI e FAMILIARI ESPERTI e VOLONTARI COINVOLTI

Susanna Ancona
Graziella Archilletti
Teresa Astarita
Rosie Bottoni
Albina Capogna
Daniela Ceccarelli
Antonella Colapietro
Maria Grazia Fanfarillo
Giovanna Filocamo
Anna Maria Martini
Loredana Testiera
Marco Turriziani

In affiancamento
Mario Catania
Rosanna Catracchia

 

Frosinone, 18 agosto 2016

 

 

Contattaci

Per qualsiasi informazione compila il modulo, ti risponderemo nel più breve tempo possibile.