L’infanzia

L’infanzia è un argomento che mi appassiona, con tutto quello che lo riguarda. Mi divertono i cartoni animati, la letteratura per l’infanzia, i film di saghe come quella di Harry Potter; amo moltissimo il gioco e i giocattoli. E mi sento arricchita quando sono con i bambini. L’anno scorso, al doposcuola della parrocchia, ho conosciuto una bambina nigeriana di nome Diana e la sto seguendo personalmente. E’ entrata a far parte della mia vita e la arricchisce ogni giorno. Spesso mi ricorda alcuni momenti della mia infanzia , ma nella maggior parte dei casi, mi sorprende. Quando ero piccola io, ero una bambina così giudiziosa e seria da sembrare adulta. Poi, nel corso della vita, quell’infanzia che era stata soppressa da tutta quella serietà e malinconia, è venuta fuori come una bomba prendendosi con forza la sua parte e il suo diritto di esistere. Così, adesso sono un’adulta che si porta dentro  la sua fanciullina e la mia età mentale è diventata incalcolabile. Nessuno è mai riuscito a classificarmi e incasellarmi. Chi sono? Provate a indovinare. Che faccio? Fatevi un’idea da soli. Cercate di percepirmi; vedo che qualcuno a volte ci riesce. Ma attenzione: la bambina che è in me potrebbe lasciarvi senza parole!

TERESA


 

Per me l’infanzia l’ho vissuta non molto bene con mille prese in giro e derisioni da parte dei compagni delle superiori dall’altro lato avevo un’amica parente di altre mie amicizie con cui giocavo e ci trovavamo bene, lei veniva da mio nonno. E’ stata non tanto bella anche per le mille proibizioni di mia madre nelle uscite o nel fare qualche viaggio alle superiori Non mi posso lamentare oggi xkè ho recuperato tutto il tempo perduto. Voi sapete bene che vivo ad Anagni. Tuttavia, forse, non vi ho mai raccontato il fato che da piccolina io ho vissuto a Bergamo con mia mamma. Lì ho frequentato il nido, presso la Montessori;  l’asilo presso la Garbelli, una scuola gestita da suore. Abitavamo a Bergamo bassa cosicché mia madre fosse vicina al suo posto di lavoro, la questura proprio dietro lo stadio dell’Atalanta. Ciò che amavo di più di Bergamo erano gli spazi coperti. Il mio preferito era di certo Parco Suardi. Lì trascorrevo tutta la settimana, solitamente di pomeriggio: facevo i compiti, attaccavo le figurine sugli albi, giocavo sul ponte sospeso del quale ero terrorizzata e mi lasciavo soccorrere dagli altri bimbi che sopraggiungevano. Chiedevo sempre di rimanere 5 minuti di più e mia madre doveva trascinarmi via di peso dalle giostrine.

GIULIA

Posted in Infanzia, Laboratorio di Scrittura.

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